Conoscenze

18 settembre 2026

Far firmare il Rapport di Regie: perché la firma in cantiere decide della fattura

Chi fattura ore in Regie deve provarle — lo dice l'art. 8 CC. Un Rapport firmato dal cliente inverte l'onere della prova: secondo il Tribunale federale fonda una presunzione di fatto della sua esattezza, senza essere un riconoscimento di debito. Che cosa va nel Rapport, chi può firmare, che effetto ha una riserva e che cosa vale senza firma.


Un Rapport di Regie si fa firmare sul posto, perché altrimenti l'impresa deve provare ogni ora e ogni materiale: secondo l'art. 8 CC l'onere della prova incombe a chi deduce diritti da un fatto, e nei lavori in Regie è l'appaltatore per il suo dispendio. Un Rapport firmato dal cliente o dalla sua direzione dei lavori cambia le cose. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale fonda una presunzione di fatto della sua esattezza — che il lavoro è stato prestato e che il dispendio era necessario —, ed è il cliente a dover rovesciare questa presunzione con obiezioni circostanziate, non l'impresa a doverla dimostrare. La firma non è un riconoscimento di debito: conferma il lavoro, non la fattura. Senza firma il Rapport resta un mezzo di prova, ma uno fra tanti, contro i ricordi del cliente.

Che cos'è un Rapport di Regie

Il Rapport di Regie — in azienda di solito rapporto ore o rapporto giornaliero — è il documento con cui l'appaltatore giustifica il lavoro fatturato secondo il dispendio: chi ha fatto che cosa, quando e per quanto tempo, con quale materiale. Appartiene alla Regie, cioè al lavoro che non è coperto da un prezzo a corpo o da un prezzo unitario e che è retribuito «secondo il valore del lavoro e le spese dell'appaltatore» (art. 374 CO). Dove un prezzo è pattuito, per la mercede non serve un Rapport; dove non lo è, il Rapport è la fattura allo stato grezzo.

Se la norma SIA 118 fa parte del contratto, il suo art. 47 disciplina il funzionamento dei Rapport: l'appaltatore redige il Rapport ogni giorno, con il numero di operai, le ore di lavoro e di macchina, il consumo di materiale e indicazioni sul lavoro prestato; la direzione dei lavori lo verifica entro breve termine — sette giorni nell'edizione 2013 — e lo firma; annota le divergenze sul Rapport, e queste vanno appianate entro un mese. Senza SIA 118 il cliente non ha alcun obbligo di firmare. La firma è allora una questione di abitudine — e l'impresa ha tanto più motivo di farsela dare sul posto.

Che effetto ha la firma

Il Tribunale federale lo ha stabilito nel 2022 in un caso del ramo dei gessatori (sentenza 4A_377/2021 del 29 giugno 2022): i Rapport di Regie firmati dalla direzione dei lavori fondano una presunzione della loro esattezza, e le riserve apposte sui Rapport non bastano, «in mancanza di ulteriori spiegazioni», a confutarla. Il committente deve contestare in modo circostanziato — quale ora, quale materiale, perché non necessario —, non limitarsi a scrivere «con riserva». I complementi dei committenti pubblici alla SIA 118 formulano la stessa regola: la firma dei Rapport di Regie da parte della direzione dei lavori fonda «una presunzione di fatto della loro esattezza», ma non costituisce «un riconoscimento di debito del committente».

Ne derivano tre conseguenze:

  • L'onere della prova si ribalta. Senza firma l'impresa deve provare che si è lavorato e per quanto tempo; con la firma è il cliente a dover provare che non è stato così. Davanti a un giudice è la differenza tra un credito e un'affermazione.
  • La firma non è un riconoscimento di debito. Il cliente conferma che il lavoro è stato prestato — non di averlo ordinato, che la tariffa sia giusta o che la fattura sia esigibile. Se il lavoro in Regie fosse stato ordinato è la questione del supplemento, si veda il contributo «Supplemento all'offerta: Regie o prezzo a corpo».
  • È dovuto solo il dispendio necessario. Il Tribunale federale ritiene dalla DTF 96 II 61 che non vada retribuito il dispendio effettivo, ma quello che, procedendo con diligenza, era necessario e sufficiente. La firma crea la presunzione che il dispendio riportato fosse necessario; non protegge dall'obiezione che a un montatore non serve mezza giornata per sostituire una presa.

Una quarta conseguenza riguarda l'ordinazione stessa. Nella sentenza 4A_377/2021 il contratto d'appalto riservava la forma scritta per le ordinazioni in Regie, ma la direzione dei lavori aveva firmato la maggior parte dei Rapport di Regie senza riserve. Il Tribunale federale vi ha visto una rinuncia tacita alla riserva di forma. Il cliente che per anni firma Rapport difficilmente può invocare in seguito di non aver ordinato nulla — e l'impresa che si fa dare la firma ogni volta costruisce proprio questa posizione.

Che cosa va nel Rapport

Un Rapport che conta davanti a un giudice descrive il lavoro in modo che un terzo possa ricostruirlo. La letteratura specializzata sui Rapport lo dice in una frase: oltre al dispendio riportato, «il lavoro prestato deve inoltre essere descritto in modo comprensibile». In concreto:

  • Data, immobile, commessa. Quale impianto, quale commessa, quale giorno.
  • Chi, per quanto tempo. Nome del montatore, inizio e fine o numero di ore, tempo di trasferta separato se viene fatturato.
  • Che cosa. Il lavoro in parole che il cliente capisce: «Quadro pianterreno, tre partenze sostituite, differenziale 30 mA aggiunto, misurazione» — non «lavori diversi».
  • Materiale. Con quantità e designazione, perché la bolla di consegna corrisponda.
  • Perché in Regie. Una frase quando il lavoro esce dall'offerta: «Esistente difforme, cliente informato.» È l'ancora del supplemento.
  • Chi firma. Nome e funzione della persona, non solo una sigla.

L'ultimo punto spesso decide più di tutti gli altri. La presunzione di esattezza nasce dalla firma del committente o del suo rappresentante. Sotto la SIA 118 è la direzione dei lavori, che ne ha il potere secondo l'art. 33; senza SIA 118 vale l'art. 32 CO, e il cliente deve aver dato procura alla persona. Un inquilino che apre l'appartamento, un custode che si trova lì per caso, un apprendista dell'impresa generale — tutti possono confermare che qualcuno era sul posto; se la loro firma sia imputata al committente è un'altra questione. Nel dubbio: far firmare la persona presente e recapitare il Rapport al committente il giorno stesso.

Che cosa vale senza firma

Nessun Rapport è privo di valore perché non è firmato. Resta un mezzo di prova, insieme a bolle di consegna, foto, marcature temporali, piano d'intervento e dichiarazione del montatore. Manca solo la presunzione: l'impresa deve provare, il cliente può contestare. Allora aiutano tre cose:

  • Il recapito il giorno stesso. Un Rapport che la sera è già nell'e-mail del cliente e che questi non contesta vale più di uno che arriva con la fattura tre settimane dopo. Il silenzio del cliente non è un consenso — ma la sua contestazione dopo tre settimane è meno credibile.
  • Foto con marcatura temporale. Prima, dopo, materiale. Documentano ciò che il Rapport descrive.
  • La riserva come invito. Se il cliente firma «con riserva», secondo il Tribunale federale senza spiegazioni questa non è una prova contraria. È però un segnale: chiedergli subito che cosa contesta e annotarlo sul Rapport — non solo quando la fattura è rimasta aperta.

La fattura stessa, il termine di pagamento e che cosa vale in caso di mora sono trattati nel contributo «Fattura non pagata: mora, sconto di cassa, trattenuta di garanzia».

In cantiere, non il venerdì

Il momento migliore per la firma è quello in cui il cliente vede il lavoro. Un Rapport scritto il venerdì in ufficio sulla base di appunti non ha firma, ha orari imprecisi e una descrizione a memoria — proprio le tre debolezze che un cliente contesta a ragione. Un Rapport che il montatore scrive sul telefono e che il cliente firma sul posto è subito in ufficio, e la fattura può partire. Dove il cliente non è sul posto, il Rapport parte per e-mail e viene firmato online — più tardi, ma con lo stesso effetto. Come funziona in elektro.box è descritto sotto Funzioni.

Domande frequenti

Un Rapport di Regie firmato è un riconoscimento di debito? No. Fonda una presunzione di fatto che il lavoro riportato sia stato prestato e che il dispendio fosse necessario. Che il lavoro fosse stato ordinato, che la tariffa sia giusta e che la fattura sia esigibile, la firma non lo conferma.

Che cosa vale se il cliente non firma il Rapport? Il Rapport resta un mezzo di prova, ma l'onere della prova incombe all'impresa: deve dimostrare che si è lavorato e per quanto tempo. Sotto la SIA 118 la direzione dei lavori deve verificare il Rapport e annotarvi le divergenze; senza SIA 118 non c'è alcun obbligo di firmare.

Basta «con riserva» come contestazione? Secondo il Tribunale federale no: le riserve sul Rapport non bastano, senza ulteriori spiegazioni, a confutare la presunzione di esattezza. Il cliente deve dire che cosa contesta e perché.

Chi può firmare il Rapport? Il committente o una persona che lo rappresenta — sotto la SIA 118 la direzione dei lavori, altrimenti chi ha ricevuto procura secondo l'art. 32 CO. La firma di un inquilino o di un custode attesta la presenza, ma non è imputata senz'altro al committente.


Fonti: Codice civile (CC, RS 210), art. 8; Codice delle obbligazioni (CO, RS 220), art. 32 e 374, fedlex.admin.ch. Tribunale federale, sentenza 4A_377/2021 del 29 giugno 2022, consid. 5.3, e DTF 96 II 61. Norma SIA 118:2013 «Condizioni generali per l'esecuzione dei lavori di costruzione», art. 33 e 47, riprodotti in: Cantone di Zurigo, Baudirektion, «Ergänzungen HBA zur SIA 118», edizione 2018, e Cantone di Berna, Tiefbauamt, ausilio di lavoro «Ausmessen und Abrechnen von Bauarbeiten», 1° febbraio 2023. Peter Bürkel, «Regierapporte — ein mögliches Streitobjekt», rivista specializzata Pavidensa. Le citazioni da queste fonti in lingua tedesca sono tradotte da noi. Questo contributo non sostituisce una consulenza legale.

Preferisce vederlo subito sulla Sua azienda?

Guardiamo una settimana vera della Sua azienda — 45 minuti, da Lei o davanti allo schermo.

Fissare un colloquio